finanza e politica

venerdì, marzo 23, 2012

No al pareggio di bilancio 5: Monti e le politiche industriali senza investimenti




Vorrei ampliare il discorso dal bilancio alle politiche industriali, che dovrebbero essere di ampio respiro e concorrere a disegnare lo sviluppo dell'Italia nel lungo periodo.
Qui ho molti dubbi su Monti e il governo tecnico; mi spiego: Monti come commissario UE alla concorrenza è stato per molti anni il paladino che ha lottato contro tutti gli aiuti di stato (alle industrie o a settoti industriali e ai sevizi). Ci si è totalmente dimenticati che le politiche di sviluppo di settori strategici (con ricerca precompetitiva) e con l'avviamento di attività capital intensive spesso non possono prescindere dal supporto dello stato (investimenti forti e protratti nel tempo).
Ecco la storiella sulla concorrenza (giusta) che ci hanno propinato per far digerire il divieto assoluto di aiuti di stato è stato uno delle cause della mancanza di politica industriale.

Poi ovviamente il buon Monti insieme alla Merkel e a tutta la combriccola è riuscito nella operazione di far tutti cornuti e mazziati: come? Semplice, abolendo gli aiuti di stato per il settore bancario e permettendo prima a Germania ed Inghilterra e poi anche a noi (leggi art 8 del decreto Salva Italia) di finanziare ampiamente banche (giusto) e salvare i banchieri incapaci e truffaldini (sbagliato) a spese del contribuente. Ora abbiamo come premier il fustigatore delle sviluppo. Il paladino della concorrenza a tutti i costi che favoriva nel mercato interno solo la Germania.
Chi è capace di intendere........

5 Comments:

Posta un commento

<< Home