finanza e politica

venerdì, gennaio 27, 2012

Terremoto in Emilia (Appennino di Parma magnitudo 5.4)

In Emilia si balla alla grande, terremoto di magnitudo 5.4 tra Parma e Lucca (Pontremoli?) ma per fortuna molto profondo (oltre 60 KM)
In ogni caso la sensazione di pericolo è evidente, come appare evidente il collegamento tra i vari terremoti (Verona, Reggio Emilia e Parma) anche se i soliti sismologi minimizzano.
Siamo scesi in strada di corsa dopo aver sentito un rumore secco e un sussulto. Ma la percezione è stata, fortunatamente di breve durata. Un amico che lavora sulle colline tra Reggio e Parma, mi ha detto che lì si è sentita fortissimo, molto più forte di quella di ieri.

Qui cominciamo a far confusione tra i grafici di borsa e quelli dei sismografi. La sensazione non è bellissima! Ora siamo tutti attenti al minimo movimento. Basta che la sedia si muova e si è subito tesissimi.

Subito dopo la scossa principale si sono avvertite altre piccole vibrazioni. Il fenomeno continua e non particolarmente simpatico.

giovedì, gennaio 26, 2012

L'interesse Nazionale Italiano


(sopra la carta dell'Italia nel 1815)


Da molti anni è sparito completamente nei dibattiti politici, su media e giornali il concetto di "interesse nazionale". Parlarne in Italia sembra politicamente scorretto. Un vero tabù. Ricordo un lungo articolo alcuni anni fa sulla rivista "Aspenia" ma poi non ho più visto nulla.
Eppure tra noi addetti ai lavori della finanza sempre più spesso si usa dire "ci stanno comprando" oppure "stanno comprando l'Italia a prezzi di saldo".

La realtà è che abbiamo parlato troppo di Europa di globalizzazione senza considerare che la UE non è neutra, ma dominata da interessi.

Per capire ciò di cui sto parlando credo sia molto utile leggere l'articolo che trovate nel link Si può essere più o meno in accordo sulle tesi di Gaiani, ma sicuramente tutti i temi trattati sono veri e riflettono scenari in cui l'Italia si trova a competere. Anche per chi si occupa di amministrare il proprio patrimonio personale o chi deve decidere le strategie della pripia azienda è importante capire i termini del problema delineati nell'articolo. Buona lettura.

martedì, gennaio 24, 2012

I nodi vengono al pettine


In questo periodo parlo molto di politica e poco di finanza in senso stretto. In realtà lo faccio perchè in questo momento storico è la politica a guidare la finanza. Quando dico la politica, intendo i vari accadimenti politici e non le parole dei vari leader. oggi vorrei evidenziare la protesta dei camionisti.
In Italia sta nascendo una protesta molto pericolsa, quella che viene dal basso. In Sicilia la chiamano la rivolta dei forconi, a Roma e Milano sono i tassisti, in Italia i camionisti. In genere sono categorie di piccoli padroncini, agricoltori, imprese unifamiliari. Tutti hanno in comune:
- non sono prototetti dai soliti sindacati CGIL CISL e UIL,
- non hanno reti di protezione economica pubblica.
- sono da soli in mezzo al mare della crisi
- vivono direttamente i problemi sulla loro pelle (impresa e lavoratori coincidono)

Se protestano e lo fanno con veemenza vuol dire che il "sistema è arrivato all'osso e non c'è più carne da spolpare"

Gli intellettuali salottieri che parlano da Vespa o da Santoro non hanno previsto questo e non lo capiscono nemmeno. I politici parlano di "precettazione".

In realtà sono lo specchio di una crisi che da finanziaria sta trasferendosi all'economia reale e che rischia di diventare devastante. presto anche i mercati ricominceranno a tenerne conto!

lunedì, gennaio 23, 2012

ENI in IRAN: solo 2%

La quota del petrolio che ENI estrae in IRAN è attorno al 2%. Pertanto l'eventuale embargo UE sul petrolio Iraniano è tracurabile per i bilanci ENI.

La vera forza del Dollaro

Dopo la foto agli infrarossi della Costa Concordia semiaffondata e con una umanità in fuga pubblico la foto di un'altra nave. La portaerei Lincoln che è "parcheggiata" di fronte alle coste iraniane. Due foto, due significati diversi!


venerdì, gennaio 20, 2012

Preferisco sempre evidenziare la parte migliore!


Storie di Politici, Medici,Commissari di Bordo. Storie di uomini veri!
SONO storie di eroi per un giorno. Persone che hanno aiutato altre persone a sopravvivere. Come quella di Mario Pellegrini, di un giovane ufficiale, di un medico di bordo e del commissario. In quattro hanno aiutato quasi 500 persone rimaste in trappola. Mario Pellegrini è il vicesindaco della piccola bellissima isola del Giglio. Salito sulla nave per aiutare, è stato l'ultimo a scendere. Parla della sua notte guardando dal porto la carcassa piegata, schiacciata dentro un mare ancora troppo freddo.

Quando la Costa Concordia e i suoi quattromila passeggeri è stata tranciata dallo scoglio, "nessuno ha sentito niente" racconta Pellegrini. "Io ero dall'altra parte dell'isola". Il Giglio a gennaio è vuoto, tranquillo, la gente a quell'ora era nelle case, fuori il gelo. La nave è passata vicino alla costa. "Troppo vicino. Succede a volte. Ma mai così", continua il vice sindaco. Quando la gente ha cominciato a sbarcare nel piccolo porto, ha deciso di andare a bordo per dare una mano. "Sono montato sul primo tender da solo, d'accordo col sindaco che rimaneva qua a gestire l'affluenza. Volevo salire sulla in nave per coordinare il trasporto delle persone, il nostro porto è piccolo, all'inizio volevo cercare un collegamento con qualche ufficiale, volevo arrivare come carica istituzionale, ma una volta salito, non ho trovato nessuno" dice parlando con accento toscano, interrotto da altre persone che gli chiedono cose. L'isola è ancora scossa, è stata svegliata di notte, ha aperto case negozi, chiese. Ha dato coperte, ha reagito come poteva, accolto, riscaldato, nutrito.

"E' gente di mare, che il mare lo conosce. Devo ringraziarla la nostra gente, devo farlo di cuore", si interrompe. Poi ricomincia. "Sono arrivato dal lato destro della nave e sono salito. C'era confusione, la gente cercava di scendere, si accalcava, voleva raggiungere la terra. All'inizio ho cercato qualche ufficiale, ma poi non ho visto nessuno. Non c'era molta professionalità, dell'equipaggio vedevo soprattutto commissari, era difficile perfino farsi capire. Così ho passato i primi venti minuti, a cercare. Ma mancava una guida, la gente era da sola, quando ho capito che gli ufficiali non li avrei raggiunti, ho cominciato a caricare da solo la gente sui tender". La situazione da quel lato della nave si è tranquillizzata in breve "i tender alla fine scendevano quasi vuoti" racconta, "non c'era più pericolo da quella parte".

Ma dall'altra sì. Sul lato opposto la nave si stava inclinando. L'acqua aveva raggiunto i corridoi. "A sinistra c'era il dramma" continua Pellegrini. "Era buio, le pareti erano diventate i pavimenti, i corridoi erano allagati, ma dentro, al chiuso, in trappola, c'erano quasi 500 persone, non riesco a fare una stima, ma erano perse, nel panico, si tenevano alle pareti che ormai erano di traverso. Scivolavano. Nella confusione ho trovato una scaletta. L'aveva messa un ufficiale, anche il solo che ho trovato. Un ragazzo che veramente ha salvato la vita a tante persone. Ma dopo quella notte non l'ho più visto, lo devo ringraziare".

Sul lato sinistro si sono ritrovati in quattro. Pellegrini, il giovane ufficiale, un dottore e un commissario. Sono stati loro a salvare oltre cinquecento persone. Non sono andati via finché dalla nave non sono scesi tutti. "La gente urlava, si urlava addosso. Si spingeva, scavalcava bambini, anziani. Avevano tutti paura. Insieme all'ufficiale abbiamo cercato di metterli in fila, abbiamo dato loro un piano da seguire. Li portavamo alla scaletta, per farli passare. Ma l'acqua continuava a salire. Col dottore e il commissario li abbiamo presi e portati sulla parte alta della nave. Devi immaginare, c'erano persone anziane che si muovevano piano, dovevamo spostarli sulla ringhiera di notte, col freddo, c'era buio. Non ce l'avremmo fatta se non fossimo stati una squadra, improvvisata, ma una vera squadra", racconta. I nomi li conosce per averli chiamati in quelle ore di confusione. Voci su altre voci. Non è sicuro. Ripete solo "l'ufficiale, il dottore, il commissario". Li ringrazia, lo fa continuamente. Perché sa lo sforzo e l'importanza di un aiuto, lucido, e coraggioso.

"Nell'acqua alla fine abbiamo trovato 8, forse 9 persone che non riuscivano a passare. Erano le ultime però. E' stato lo sforzo finale, le abbiamo tirate su a mano, spinte verso l'alto con la corda, c'era una ragazza ferita asiatica ma col dottore siamo riusciti a far passare tutti. Quando sono stati all'aria aperta il panico si è calmato. Una volta fuori tutti hanno capito che c'era speranza, che c'erano i tender, che sarebbero riusciti a toccare terra. Così abbiamo anche avuto il tempo di coordinare la discesa, di riscaldarli con un gommone che abbiamo fatto a pezzi e trasformato in una specie di coperta. Poi abbiamo fatto altre due ispezioni per vedere se c'era ancora qualcuno sotto, per due volte, per essere sicuri. E alla fine siamo andati via", continua.

I tender hanno portato le persone sull'isola. Quattromila persone infreddolite. "Quelli della nave non sapevano neanche bene guidarli. E' venuta la gente del Giglio a farlo. E' gente di mare. A me piace la vigna.. Ma loro sono uomini di porto", dice Pellegrini. L'ufficiale, il dottore, il commissario e il vicesindaco sono scesi per ultimi. Non insieme, ma insieme alle persone che avevano aiutato, alle 5 di una mattina grigia.

"A terra al dottore ho offerto una birra. Gliel'avevo promessa mentre eravamo sulla nave. Ma dopo non l'ho più visto. Neanche gli altri tre". Il Giglio ha ospitato tutti, tranne gli ufficiali della Costa Concordia, "loro li hanno portati subito nelle caserme", spiega. E sulla rotta della nave non ha niente da dire. "Non si sa perché hanno fatto questo. Non c'era nessuno da omaggiare, nulla da vedere a terra.. Non si sa perché si sono avvicinati così all'isola. La gente di bordo non stava neanche sulle passeggiate, stavano a cena, faceva troppo freddo, non si sa perché hanno fatto così. E' difficile capirlo", ripete e il suo è un dubbio che suona vero, senza accuse, né polemiche. Poi cambia discorso, torna a ringraziare l'ufficiale, il dottore e il commissario. "Mi piacerebbe trovarli" dice, "da solo non avrei mai potuto fare nulla. Insieme ci siamo dati coraggio".

giovedì, gennaio 19, 2012

Un filo sottile?



Secondo voi c'è un filo che lega le seguenti notizie?

- Riunione dei Segretari di PDL, PD e UDC - L'EBA che sta obbligando tutte le nostre banche a ricapitalizzare togliendo la propietà alle fondazioni (l'ultima in ordine di tempo potrebbe essere Monte dei Paschi banca del PD)
Incontro di Monti con Cameron

Chissa che l'attacco alle banche italiche (molto più che l'aumento dello spread)
non stia spingendo i notri politicanti ad un ravvedimento e ad un cambio di strategia (economica, ma anche di politica estera).

L'essere il primo premier UE che fa visita a Cameron dopo lo strappo vuol dire moltissimo.

martedì, gennaio 17, 2012

Cosa diceva Cossiga di Draghi?

Ecco un video interessante, da non perdere, soprattutto la seconda parte.

Una amara considerazione, oggi di uomini collegati a Goldman Sachs ne abbiamo due, uno alla BCE, e uno come capo del Governo.

Aiutoooooooooooooo, svenderanno anche gli ultimi gioielli di famiglia?!

Uomini, ominicchi e quaccuaraccuà

Il Comandante della Costa Concordia è un quaccuaraccuà.

La registrazione delle telefonate

Certo che ad ascoltare le telefonate tra la guardia costiera e il comandante della Costa Concordia si capisce tutto. Il comandante più che un ufficiale preparatissimo sembra un idiota spaurito, uno dei tanti passeggeri che non sanno cosa fare. Non risponde, accenna qualcosa, parla in dialetto. Ma come l'hanno selezionato uno così. Ha lasciato i suoi uomini e la nave senza coordinamento.

Ancora una volta si è evidenziato come i disastri derivano dalla mancanza di responsabilità e di leadership di chi sta al comando.