finanza e politica

martedì, marzo 22, 2011

Giappone: il crollo del mito della qualità

Da ANSA:
La Tepco ha ammesso l'evidente insufficienza dei controlli alla centrale nucleare di Fukushima 1, in un rapporto del 28 febbraio spedito all'Agenzia per la sicurezza nucleare, rilanciando pesanti dubbi anche sul ruolo effettivo svolto dalle autorità di vigilanza. Le valvole della temperatura di un reattore, ad esempio, non erano state esaminate per 11 anni, mentre le verifiche spacciate per accurate erano approssimative (33 i pezzi dei 6 reattori che non sono stati visionati) e le ispezioni ai dispositivi di riserva di raffreddamento, quali pompe dei motori e generatori diesel del reattore n.1, mancavano. La relazione, sul sito web della prima utility del Giappone, è stata redatta dopo che l'Agenzia ha deciso di accertare la correttezza delle operazioni svolte. "Qualità dei controlli non sufficiente", ha ribattuto l'Authority ordinando, il 2 marzo, un piano correttivo solo "entro il 2 giugno", ritenendo che non ci fossero rischi immediati per la sicurezza a seguito delle omesse ispezioni.
Oggi i media parlano solo della Libia, ma in Giappone si sta combattendo una battaglia ancora più dura. La borsa risale e sembra apparentemente che le cose migliorino, ma a mio modesto parere non è così. Temo che il Giappone si sia incamminato verso il declino, sommerso dai debiti, con una popolazione in invecchiamento, e con il mito della qualità dei suoi prodotti che verrà irrimediabilmente scalfito da questo immane disastro dove la natura non è l'unica colpevole.



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