finanza e politica

lunedì, febbraio 13, 2012

Rai 1: la sagra delle banalità!



Ieri sera verso mezzanotte mi sono trovato a vedere su RAI 1 una giornalista dai capelli rossi (tinti) e con un mezzo sorrisetto sulle labbra che parlava e prlava e passava dalla Grecia alla neve di Urbino e il fil ruge che univa tutto erano le banalità!

Immagini dall'Italia innevata con giornalisti ignoranti che descrivevano come marziani dotati di mezzi fantascientifici la protezione civile che, con normalissimi gatti delle nevi e poi con ciaspole ai piedi percorrevano ben 500 metri per arrivare a una casa isolata. Ohhhhhh Ragassi le ciaspole si acquistano per poche lire in tutti i negozi di sport e ci sono pure gare di molti Km di corsa sulla neve. In Trentino e Valle d'Aosta, (ma anche al Gran Sasso e al Terminillo) di gatti delle nevi ce ne sono centinaia e molti alberghi di alta montagna li usano abitualmente per portare su i turisti e i loro bagagli. E questi li descrivevano come se fossero marziani alle prese con il film Mission Impossible. Ma non fatevi ridere dietro.

La nevicata è stato un evento eccezzionale, ma lento , previsto e prevedibile. Mi spiego: mentre un nubifragio può causare una piena terribile di un torrente e in 30 minuti provocare allagamenti e frane, la nevicata si è dispiegata in 10 giorni, era prevista e non ci sono stati effetti dirompenti. E allora, perchè tutto questo clamore, amplificato ad arte. Addirittura si parla di 50 morti causati dalla neve...... ma di cosa stiamo parlando?! Di incidenti stradali avvenuti in questo periodo....e allora...... se andiamo a vedere le statistiche delle stesse zone in periodi di sole vedremo che di morti sulle strade ce ne sono di più (quando c'è il sole la gente va più forte, ci sono le moto e i motorini etcc). Poi si contano quelli morti di infarto per spalar la neve.... ridicoli, sarebbero morti anche spaccando la legna o dormendo, ma essendo stati colpiti da infarto nel mezzo della tormenta fanno notizia. Quello che voglio dire, o meglio ribadire, è che sono i media a creare le notizie e soprattutto a spettacolarizzarle. Manca invece il giornalismo d'inchiesta, che approfondisce, che cerca di capire i perchè, che racconta i retroscena.
E se per la neve non ce ne frega quasi nulla, molto più importante sarebbe capire cosa ha portato la Grecia al punto in cui è oggi per evitare il disastro.
Invece neve e crisi economica hanno un denominatore comune: la disinformazione, la sottovalutazione dei fenomeni; un popolo vecchio che si accontenta per anni delle verità che gli propinano signore con i capelli tinti che perfino nelle trasmissioni di approfondimento della mezzanotte sparano solo banalità condite con immagini schoccanti (metri di neve o incendi di palazzi sono per i media la stessa cosa) da vendere a un popolo bue che anche se la nevicata dura 10 girni dice che era imprevista e che un bel dì si sveglierà senza Euro e con le pensioni dimezzate, metà sistema industriale morto, la disoccupazione al 40%.
Ha ragione Ligabue quando canta "la fine del mondo" e dice che andremo tutti a vederla in diretta tivù.

Ci meritiamo quello che abbiamo.

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