finanza e politica

lunedì, marzo 28, 2011

Troppe procedure eliminano le responsabilità individuali e pongono le premesse per i disastri


Qualche considerazione personale sull'uomo alla luce dei disastri epocali degli ultimi tempi: Qualche tempo fa ragionavo con un mio amico ingegnere (un ingegnere molto, molto saggio) sul concetto di responsabilità delle linee di comando contrapposte ai sistemi troppi proceduralizzati. (chi ha lavorato in aziende complesse e con sistemi qualità formalizzati conosce bene ciò di cui parlo) . In sisntesi vorrei sottolineare questo concetto:

più ci sono procedure e i comportamenti delle persone sono regolati in modo preciso e codificato, più le persone tendono a seguire le procedure stesse in modo standardizzato e rifuggono dalle responsabilità personali. Tutto questo ha dei vantaggi nelle attività normali e ripetitive, ma è terribilmente pericoloso nei momenti eccezionali in cui l'uomo e non il computer deve decidere velocemente e in maniera autonoma di fronte a situazioni nuove e inaspettate e quindi non previste dalle procedure.

Due esempi per chiarire un concetto fondamentale:


  1. L'attacco alle due torri. Il secondo aereo si è schiantato sulla seconda torre con oltre un'ora di ritardo dal primo, ma la macchina perfetta della difesa aerea USA non ha fatto assolutamente nulla per impedirlo. Pensate a un sistema in teoria eccezionale pensato per rispondere in tempo reale al lancio di missili o attacchi aerei di nemici potentissimi, che dopo ore ancora non aveva attivato quasi nessuna difesa. Incredibile eppure fu così.

  2. Il terremoto in Giappone: le indagini lo verificheranno fra qualche anno e ci diranno come per Cernobyl come effettivamente sono andate le cose, ma fin d'ora si può con una ricostruzione sommaria comprendere come di fronte ad un'emergenza immane il sistema teoricamente efficientissimo si sia sfaldato e non si siano capite le problematiche del disastro nucleare e non si sia intervenuti con tempestività per evitare il peggio. Molto probabilmente nelle prime ore si è semplicemente operato per salvare il valore economico degli impianti evitando procedure di emergenza per il raffreddamento.

In entrambi i disatri (apparentemente molto diversi) si sono verificate in sintesi le seguenti situazioni:


  • Iniziale sottovalutazione del pericolo

  • difficoltà dei capi di comprendere la situazione

  • difficoltà di uscire dalle procedure standard e di attivare soluzioni drastiche di emergenza

  • incapacità di individuare chi dovesse decidere cosa con conseguente scarico di responsabilità (le procedure non avevano previsto eventi del genere) e come conseguenza terribile, l'assenza di decisioni tempestive.

  • incapacità di definire le priorità ed agire di conseguenza.

  • nessuna reazione immediata e l'aggravarsi del disastro.


Personalmente sono terrorizzato dai sistemi troppo proceduralizzati, di fatto hanno l'effetto di parcellizzare, e ridurre le responsabilità delle persone. Nel tempo i vari responsabili (a tutti i livelli si abituano a seguire le procedure) e perdono l'attitudine all'analisi autonoma e alla responsabilità personale. Si acquisisce una sicurezza fideistica dell'affidabilità del sistema e si attenua la responsabilità del singolo. Tutto si spersonalizza e nessuno è più responsabile di nulla.


Cosa centra tutto questo con la politica e la finanza? Pensateci un po' e vedrete che centra tantissimo.

Bisogna tornare a responsabilizzare l'uomo, ridargli il peso che merita e non ridurlo a una particella di una macchina, con relativi meriti, ma anche con le sue colpe.

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