finanza e politica

giovedì, ottobre 23, 2008

Due visioni della vita e del futuro del mondo e di conseguenza dei mercati.

Lo so che tutti vorrebbero consigli: compra questo, vai short su quello ma oggi vorrei fare un discorso di più ampio respiro. Lo spunto me lo ha dato Giovanni Solinas con la sua analisi decennale su STM. L'analisi è stimolante perchè sotto quel semplice grafico c'è tutta la storia economica, e addirittura ci sono le pulsioni che muovono l'uomo verso il futuro. Parole grosse direte voi, grossissime, forse il Duca è impazzito, forse Giovanni Solinas è impazzito. Ha ragione Roubini, vendiamo tutto, costruiamo un bel buncker e prepariamoci a difendere i nostri figli dagli sbandati che hanno perso tutto e faranno razzie. Altro che ragionare su un grafico che arriva al 2017 e di un'azienda che fabbrica semiconduttori poi.... quasi invisibili. Mica si mangiano i semiconduttori. Vendiamo tutto e prepariamoci alla catastrofe.
E invece no, Solinas proietta STM a 77 euro nel 2017.

Premetto che ne io ne Solinas siamo sicuri di STM a 77 euro, STM nel 2017 potrebbe anche non esistere più, perchè una singola azienda può svilupparsi o crollare, ma state pur certi che ci sarà il mercato e che ci saranno aziende vive e che l'uomo starà meglio di oggi. Di questo sono sicuro! Si_cu_ro.
Da cosa mi viene questa sicurezza? Non dall'analisi tecnica (che non è altro che una rappresentazione della realtà) ma dal mondo reale e dalla sua storia recente e antica.
E allora parliamo della realtà:
  1. Il mondo ha sempre vissuto crisi, e sempre, per chi le stava vivendo, l'ultima crisi è la più drammatica. Non è così! Nel 600 la crisi voleva dire carestia, poi fame e poi peste, allora la crisi distrusse la metà della popolazione di Milano. Da allora di crisi ne abbiamo vissute tante, ma sempre meno drammatiche.....in borsa diremmo con minimi crescenti.
  2. Il mondo si è trovato spesso a dover fronteggiare crisi di energia, la prima fu causata dalla scarsità di legname, che poi è stato sostituito dal carbone, che poi è stato sostituito dal petrolio e che in futuro sarà sostituito dalle energie rinnovabili. Nel 600 era impensabile sostituire il lelgno come fonte di energia, nell'800 era impensabile sostituire il carbone, oggi è impensabile sostitituire il petrolio, ma c'è già chi sta studiando nuove forme di energia rinovabile. In tutte queste epoche c'è stata una costante, di fronte alla crisi si è cominciato ad investire per il futuro: investire in miniere nel 700, perforare pozzi alla fine dell'800 e investire in nuove forme di energia oggi. Una parte degli uomini continuano a guardare verso il futuro e investono e lavorano.
  3. Perchè parlo di energia, di investimenti e cosa centra STM: semplicissimo, STM sta studiando da anni nuove forme di pannelli fotovoltaici meno costosi e ad alto rendimento. STM è forse l'azienda italiana che investe di più in ricerca, STM è una delle aziende più orientate al futuro.
Ecco la spiegazione del collegamento tra STM, e visione della vita, visione del futuro.
E' la differnza tra catastrofisti e ottimisti, tra chi pensa in positivo in mezzo alla bufera, chi sta al timone e cerca di far galleggiare la nave orientandola sia verso la salvezza che verso nuove mete e chi invece prevede una società chiusa, di sussistenza e autoconsumo, che porterebbero solo al vero disastro (immani carestie.....andate a studiare i libri del Cipolla di storia economica).

Ecco pechè l'nalisi di Solinas è illuminante, perchè come lui che studia scenari futuri, ci sono persone che studiano come ricavare energia dal sole a basso costo, ci sono amministratori delegati che decidono di investire parti del bilancio in ricerca, ci sono finanzieri che continuano a comprare azioni di quelle aziende sbattendosene dei catastrofisti. Il mondo va avanti, e nel mezzo delle crisi più dure c'è chi lavora per il futuro.
Questa è la seconda visione della vita, la più bella, la più stimolante, e per questo che dico che la vita è bella, è per questo che mi piacciono i mercati, anticipano sempre il futuro, c'è sempre chi ci prova. C'è sempre una minoranza che ricomincia a costruire, a rischiare, a mettere le basi per un domani migliore per tutti.

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