finanza e politica

mercoledì, ottobre 01, 2008

Cominciamo a guardare al futuro e mettiamo le basi da cui ricostruire

Ho ricevuto questa bella lettera di Andrea Mazzalai con il quale stiamo condividendo anni di osservazione dei mercati finanziari. Ritengo che l'argomento sia fondamentale, per capire da dove incominciare a costruire. Per questo pubblico la sua lettera e a seguire una mia lunga riflessione.
La lettera di Mazzalai:

Ciao Duca e grazie della tua stima che manifesti anche attraverso il Tuo blog!

Grazie anche perchè mi dai l'occasione per rispondere a tante domande ed osservazioni dei nostri compagni di Viaggio!

Caro Duca, una cosa mi dispiace immensamente, forse dalle tue parole traspare che il messaggio principale di questo blog non è stato recepito!

Sono mesi che pongo l'etica intesa come reciproco rispetto e reciproco interesse alla base di qualsiasi sistema che possa funzionare e non dirmi anche tu che si tratta di un brodino caldo riscaldato!

Oggi luminari ed esperti del senno di poi illustrano rotte per uscire dalla crisi, ci raccontano che in fondo è solo e sempre un problema di regole, uomini come Zingales dall'anima neoliberista oggi si affannano per sussurrare che sarebbe meglio sospendere il "mark to market" certo non lo pensavano quando tutto andava a gonfie vele!

Oggi nascono dibattiti, tavole rotonde, si riempiono le pagine dei giornali, rifioriscono le ideologie che ci portarono assime al protezionismo diritti alla Grande Depressione del '29, oppure si chiedono assegni in bianco con la scusa di una terribile catastrofe umanitaria, un'apocalisse finanziaria!

Ebbene Icebergfinanza ha scritto in passato un paio di riflessioni sull'etica nella finanza, su questa crisi ma il Sole 24 Ore non ha tempo per queste cose, anche il gruppo Mediaset con TGFIN per un paio di volte ha pubblicato i miei post poi all'improvviso qualcuno ha pensato bene che fossero fastidiosi, in fondo si parla specialmente di etica un argomento imbarazzante, un'etica che mal si coniuga con il profitto!

Eppure si parla solo di regole e mai di valori, ci si chiede per quale motivo le giovani generazioni impazziscono e si chiedono regole e leggi ovunque, senza che nessuno faccia nulla per la famiglia, ci si chiede perchè il 70 % degli incidenti sono provocati dall'alcol ma si pensa ai limiti di velocità o al ritiro della patente per un giorno piuttosto che cercare di comprendere il disagio sociale, se uno ammazza o stupra, si invoca la pena di morte ma si vota l'indulto, si discute per anni del falso in bilancio e poi si lascia scorazzare i dementi della finanza creativa a briglie sciolte, sussurrando di tanto in tanto, calma ragazzi non esageriamo!

Infastidisce andare alla radice dei problemi!

Eppure caro Duca potrei proporre un mercato azionario per investitori ed uno apposito per speculatori, un mercato dove si sale dello zero virgola o al massimo di un 1 % al giorno ma dove la fiducia in una impresa viene ripagata dai dividendi, un mercato dove le imprese possano ricorrere ai capitali senza dover rischiare di essere travolte dalle vendite allo scoperto "naked" o "no naked" che sia, ma come sempre gli animal spirits vi troverebbero il sistema di stravolgere le regole del buon senso!

Se mettiamo le regole è socialismo, se le togliamo è neoliberismo, se chiediamo trasparenza veniamo dalla luna se invece giochiamo con la contabilità creativa allora siamo dei geni comunque sia!

Sembra quasi che parlare semplice sia un peccato veniale, eppure se le regole non sono condivise non servono a nulla!

Gordon Gekko è il simbolo di questa finanza, se vuoi un amico prenditi un cane, che vuoi questo è il libero mercato!

Caro Duca, io propongo sistemi alternativi che nascono dall'uomo, utopie per coloro che vivono solo ed esclusivamente di potere, fama e ricchezza, gruppi ed elite che si opporranno sempre al cambiamento!

Oggi i vari Paulson & Bernanke ci indicano la via della redenzione, un giorno si ed un giorno no, il fantasma di Greenspan è il consulente di mezzo mondo e come sempre siamo in mano a coloro che hanno distrutto la fiducia nel mercato giocando d'azzardo consapevolmente!

Gli altri propongono regole, io propongo stili di vita e credo nelle giovani generazioni!

Un abbraccio Andrea

9:35 PM

Grazie Andrea delle tue considerazioni.

Lo scambio di idee tra persone intelligenti è uno dei motivi per cui tengo in vita questo Blog, per questo confrontarmi con te è quanto di più stimolante. Credo anche che dalla condivisione delle idee nasca il nuovo, e quindi colgo con grande piacere le tue riflessioni.

Provo a continuare il discorso cercando di spiegare come la penso.

Una premessa importante: condivido pienamente quanto dici sull'etica e sulla responsabilità delle persone. A questo proposito se vuoi comprendere come la penso ti rimando a due miei vecchi post ( considerazioni personali 1 e 2) di giugno e luglio 2007. Sono un po' lunghi ma si capisce bene a quali valori faccio riferimento, e mi sembra siano i tuoi.
Ma la sfida ora è andare oltre. Siamo in una situazione critica ma proprio in una situazione così è necessario iniziare a fare delle proposte positive. Si parte dai valori etici di responsabilità e di onestà ma ora bisogna dire anche cosa fare dell'economia e del sistema bancario che sta crollando. Spesso noi blogger abbiamo anticipato situazioni, anche qui possiamo stimolare a prendere decisioni. Sinceramente non credo alle rivoluzioni radicali. Non credo che dobbiamo aspettare o peggio auspicare che l'intero sistema crolli e poi sulle macerie iniziare la ricostruzio.

Molto meglio fermare il crollo e cercare di riformare ciò che rimane. Quando percepisco una sorta di compiacimento in certi siti catastrofistici nel vedere il crollo inorridisco e mi viene da pensare a quella storiella dei due sulla barca: uno grida "facciamo qualcosa perchè la barca sta affondando" e l'altro: "a me non importa, tanto la barca è tua"! I deputati USA che pontificano sul letto di morte dell'economia pensano di essere estranei, che loro non saranno toccati dalla crisi, e pensano solo al loro "particulare"e commettono un errore enorme.

Per questo non sono contrario al piano Paulson/Bernanke. E per questo non mi pongo la domanda se funzionerà. In questo momento mi basta che le istituzioni inizino ad affrontare il problema. Nessuno può sapere se funzionerà perchè non è mai stato tentato nulla di simile. E mai nella storia si è dovuto fronteggiare nulla di simile (Svezia e Giappone sono molto diversi per storia e dimensioni).
Piuttosto mi preoccupa che sia troppo rigido e pieno di paletti. Io lascieri ampi spazi di manovra al Tesoro propio perchè se un aproccio dovesse rivelarsi sbagliato possa fare delle correzioni in corsa senza ripassare dal congresso con quell'orrendo tiramolla.
Io mi ispiro alla storia e ricordo che Roma antica quando si trovava sotto attacco nominava un dittattore.
Il motivo:
- prendere decisioni rapide;
- prendere decisioni impopolari.
Oggi la finanza e con essa l'economia è sotto attacco e la mia stima va a chi propone anche se in passato ha sbagliato (Paulson).

Poi vorrei riprendere un'altro concetto: quello di rischio

Non dobbiamo mai dimenticare che l'attività umana è sempre rischiosa. L'uomo è costantemente orientato al futuro ma il futuro è rischio: Ciascuno di noi fa progetti che tendono a migliorare la nostra condizione e per farlo dobbiamo prenderci dei rischi. Quando 2000 anni fa un contadino arava un campo lo faceva nella speranza di mietere il raccolto, ma non sapeva se siccità o insetti lo avrebbero reso possibile. Se perdeva tutto doveva chiedere ad un'altro contadino di prestargli una parte del suo raccolto per ritentare la semina. L'altro contadino si privava di una parte di raccolto e condivideva il rischio a sua volta sperando di poter poi ricevere il giusto premio. Oggi le banche hanno semplicemente reso virtuale il meccanismo del credito ma nessuno, potrà eliminare il rischio che è insito nell'attività stessa. Le persone tendono a dimenticare, ma nel passato i rischi erano enormi. Famiglie, o interi popoli incontravano la morte in caso di rischio sistemico (si chiamava carestia).
Il rischio fa parte della nostra vita, ma dobbiamo avere abbastanza speranza nel futuro per poter raccogliere la sfida, rimboccarci le maniche e ricominciare a intraprendere, a investire, a prestare. In ultima analisi ad usare i nostri talenti. Per questo arrivati a questo punto bisogna ritornare positivi, trasmettere positività. Anche a livello di governi la mia stima va a chi propone, e a chi lo fa velocemente.
Tu Andrea hai anticipato di 1 anno e mezzo la crisi descivendone ampiamente i dettagli che si sono puntualmente verificati (se fossi un giornalista TV farebbero a gara per chiamarti a seminari lautamente pagati) ma proprio per questo, per le tue competenze sei oggi la persona più adatta per proporre i correttivi del sistema bancario. Ovviamente partendo dalle persone e dai valori ma senza la pretesa di pianificare un mondo perfetto che nel breve rimarrebbe utopia. Ma credimi, anche tu devi ritrovare un po' di "speranza" che ci possa essere un mondo migliore.

Lascio a tutti i lettori che sono arrivati fin qui un'ultimo messaggio: La parabola di Gesù sui talenti:

C.E.I.:

Matteo 25,14-30

14 Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. 15 A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì. 16 Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. 17 Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. 18 Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. 19 Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. 20 Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. 21 Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. 22 Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. 23 Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. 24 Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; 25 per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo. 26 Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27 avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. 28 Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. 29 Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. 30 E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti.

12 Comments:

Posta un commento

<< Home