finanza e politica

venerdì, dicembre 08, 2006

I furboni del quartierone

Di seguito allego la notizia (Reuters) della condanna di Geronzi e Colaninno e di tanti altri manager per bancarotta. Leggete bene i nomi. E' facile fare i collegamenti con tanti altri casi e con tante altre operazioni finanziarie. E' incredibile come le stesse persone sono presenti in tantissime operazioni, molte delle quali (Parmalat, Telecom, Unipol) si sono rivelate dei veri e propri disastri per gli azionisti.

"Geronzi,Colaninno,Gronchi sospesi cda banche,parola ad assemblee MILANO, 8 dicembre (Reuters) - La condanna di ieri a Brescia di Cesare Geronzi, Roberto Colaninno e Divo Gronchi - fra gli altri - comporta per i tre manager la sospensione immediata dalla carica di amministratore di società bancarie, mentre tutte le altre pene sono sospese e non verranno eseguite fino a che la sentenza non diventerà eventualmente definitiva. La legge e il regolamento sui requisiti di onorabilità di amministratori di società bancarie e sgr prevedono infatti la sospensione immediata dalla carica anche a fronte di una condanna non definitiva. L'assemblea della società può però prendere atto della condanna e confermare comunque il consigliere. Geronzi oltre a essere presidente di Capitalia siede nel cda Mediobanca , Colaninno è consigliere della banca romana e di quella milanese, mentre Divo Gronchi è amministratore delegato di Bpi , prossima alle nozze con Popolare di Verona e Novara . Capitalia ha già fatto sapere in una nota che il cda dell'11 dicembre esaminerà la sentenza "in particolare per le deliberazioni relative alla convocazione dell'assemblea" che dovrebbe tenersi il 18 gennaio, secondo una fonte finanziaria. Non è stato possibile per ora avere un commento da Bpi e Mediobanca, che quest'anno, il 29 maggio, ha già tenuto un'assemblea per confermare Geronzi dopo un provvedimento di interdizione emanato dalla Procura di Parma nell'ambito dell'inchiesta Parmalat . La prima sezione penale del Tribunale di Brescia, secondo una fonte legale, ha condannato stanotte Geronzi e Gronchi entrambi a un anno e otto mesi per bancarotta semplice, il presidente e Ad di Piaggio Roberto Colaninno a quattro anni e un mese per bancarotta preferenziale al termine del processo di primo grado sul fallimento del gruppo edilizio Italcase-Bagaglino. Il Tribunale ha inoltre condannato fra gli altri Mario Bertelli - il patron dell'impero dell'edilizia turistica di lusso crollato a fine anni 90 per un buco di 1.200 miliardi di lire - a 13 anni di reclusione, gli ex membri del cda di Banca Agricola Mantovana Steno Marcegaglia ed Ettore Lonati a quattro anni e un mese di carcere e l'ex vicepresidente di Unipol Ivano Sacchetti a un anno e otto mesi. Per quel che riguarda le pene accessorie, il Tribunale ha disposto per Geronzi e Sacchetti l'incapacità a ricoprire uffici direttivi per due anni, mentre Colaninno, Lonati e Marcegaglia sono stati interdetti dai pubblici uffici per cinque anni. Le pene accessorie, come quelle principali, non diventano esecutive sino a quando la sentenza non sarà passata in giudicato, dopo gli eventuali gradi di appello. Geronzi, Colaninno e Gronchi sono fra i 62 imputati - fra amministratori, soci e consiglieri delle società della holding edilizia, e una schiera di banchieri - per i quali la procura aveva chiesto un totale complessivo di oltre 174 anni. Secondo la procura, le banche avrebbero cercato di mettersi in una posizione di vantaggio in vista del fallimento. In particolare la procura sostiene che i banchieri, pur di fronte al crack inevitabile, finanziarono il piano di salvataggio del gruppo attraverso garanzie ipotecarie per trasformare i crediti chirografari in privilegiati, danneggiando così tutti gli altri creditori. Tutti i banchieri hanno sempre respinto gli addebiti. ((Redazione Milano, Reuters messaging paola.arosio.reuters.com@reuters.net, 39 02 66129547, fax 02 801149, milan.newsroom@news.reuters.com))

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