finanza e politica

domenica, luglio 16, 2006

Politica Internazionale più importante dei fondamentali

La prossima settimana sarà ancora la politica internazionale, e il medio oriente a dominare la scena dei mercati internazionali. Ancora la politica che condizione più dei fondamentali, e più dell'analisi tecnica.
Guardiamo allora cosa può succedere: il pericolo n° 1 per i mercati è un allargamento del conflitto alla Siria e all'Iran. E' evidente che dietro agli Ezbollah e ai Palestinesi ci sia l'Iran, che con grande furbizia ha scagliato il sasso, e adesso aspetta che la reazione di Israele invece di essere supportata dall'occidente, provochi una forte divisione dei paesi occidentali e tra i paesi europei e gli Stati Uniti. L'iran offre la carota ai paesi che come l'Italia sono assetati di petrolio ed in cambio di un sostegno diplomatico (è sufficiente anche il mancato supporto agli USA) è disposta a fornire contratti per lo sfruttamento del petrolio. Il problema è tutto qui. Da una parte c'è il più forte paese mussulmano con un governo fatto di fondamentalisti impegnati a mantenere il loro potere interno e fortemente orientati a scaricare i loro problemi interni su una politica estera aggessiva; dall'altra c'è un mondo sempre più assetato di petrolio e con interessi divergenti tra Cina, India, Europa, e Stati Uniti. E' un gioco molto pericoloso, dove diplomazia, guerra e terrorismo si accavallano in modo sempre più pericoloso.
Personalmente ritengo che se gli attacchi degli Hezbollah iraniani e i contrattacchi israeliani riusciranno a dividere l'occidente e in seguito favoriranno una divisione del consiglio di sicurezza dell'ONU,......be' in quel caso non ci sarà da aspettarsi niente di buono, perchè Israele e USA se si sentiranno isolati saranno sempre più tentati di usare la loro forza militare per dimostrare al mondo chi davvero comanda.
Nel caso contrario, e cioè se il mondo (USA, Cina, Russia, Europa) continuerà a condannare il terrorismo e a vietare la costruzione della bomba atomica all'Iran la situazione ritornerà a livelli di rischio normali.
In ogni caso non si tratta solamente di una guerriciola limitata al confine israeliano, no....c'è molto, molto di più. C'è soprattutto il petrolio e tutto quanto ruota attorno ad esso:
La Russia che è contentissima se il prezzo sale. E se per qualche motivo si interrompessero i flussi di petrolio dai paesi arabi la Russia di Putin tornerebbe ad essere l'ago della bilancia per le risorse energetiche europee.
La Cina, che invece rischia di pagare carissimo l'aumento del petrolio, che considerato il suo modello di sviluppo, influisce moltissimo sul suo sistema industriale.
L'europa e anche il Giappone che hanno bisogno del petrolio arabo, ma che non avendo alcuna forza militare propria hanno la necessità di delegare la propria sicurezza agli USA.
Insomma una vera polveriera, soprattutto per i risvolti economici. Vorrei aggiungere un'ulteriore elemento di conflitto, da alcuni anni l'Iran si fa pagare l'acquisto di petrolio in Euro. In altre parole, l'Iran sta tentando di rompere il circuito dei cosiddetti petrodollari, cioè del dollaro come unica moneta utilizzata per l'acquisto di oro nero e in generale di prodotti minerari. Questo aspetto è estremamente rilevante, ed è temutissimo dagli USA che oggi possono dominare il mondo grazie alla forza della loro moneta.
Cosa può accadere ai mercati:
1. Coinvolgimento diplomatico e militare dell'Iran e divisioni tra EU e USA e Cina e Russia: disastro......forti ribassi e momenti di grande volatilità.
2. Riduzione progressiva dei combattimenti e prevalenza dell'attività diplomatica: i mercati migliorano e dopo qualche breve su e giù si preparano per il rally estivo.

In mezzo c'è tutta la gamma dei grigi.

In ogni caso credo che:
A) la sitazione sia molto complessa e che non si risolverà a breve e questo causerà forte volatilità su petrolio e mercati.
B) in caso di inasprimento della situazione i ribassi potrebbero essere anche molto forti
C) per questo personalmente ritengo saggio investire quote limitate di capitale utilizzando strumenti derivati e posizionandosi su titoli molto molto volatili. I miei preferiti, come al solito FIAT, Bancari (CAP) al rialzo. In caso di ribasso invece punterei sui titoli che sono saliti di più negli ultimi sei mesi e che in caso di panic selling saranno venduti a piene mani.

Spero di non avervi annoiato troppo! E soprattutto spero che ancora una volta l'intelligenza della diplomazia abbia il sopravvento.

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