finanza e politica

lunedì, maggio 21, 2007

Capitalia....la finanza a volte fa volare anche le vacche!


Alcuni amici (ad esempio Buddy) sanno che sono anni che seguo Capitalia. (ne parlavo già alcuni anni fa nel forum di DenaroLettera). Non ho mai amato quasta banca e il suo Presidente. Mi sono sempre divertito a shortarla. Ricordo di gain strabilianti quando finì a due euro ai tempi degli avvisi di garanzia a Geronzi per le vicende Parmalat, Cirio e le mancate comunicazioni a Banca d'Italia sui crediti in sofferenza dei partiti. Ho sempre pensato che Geronzi più che un banchiere fosse un amante del potere, una sorta di deus ex machina che manovrava il potere politico usando le leve dell'economia, ma anche un amante del potere per il potere. Capitalia ha salvato i DS dal fallimento economico, ma ha fatto anche credito a Fininvest quando MEDIOBANCA chiuse i suoi fidi. Geronzi ha prestato soldi a tutti, e sempre senza garanzie......(Parmalat, Cirio, palazzinari vari, partiti-tutti tranne AN e FI).
Tutto questo ha fatto di Geronzi un intoccabile.......e di Capitalia una banca con un capitale netto inferiore alle sofferenze (poi cartolarizzate, ma di cui è rimasta il garante di ultima istanza). Insomma Capitalia è una banca patrimonialmente pessima, per certi aspetti pericolosa, ma possiede tanti sportelli e le partecipazioni in Mediobanca e Generali. E allora ecco il miracolo. Il prezzo viene gonfiato, i bilanci imbellettati..........e il vecchio Geronzi compie il suo capolavoro.......porta la sua pessima banca alle nozze con il miglior principe presente sul mercato.........così salva definitivamente Capitalia che annacquerà i suoi crediti incagliati con la gestione ottima di Unicredit, e in più si candida a divenire presidente di Mediobanca. E allora chapeau a Geronzi che è riuscito a dimostrare che in finanza si possono compiere i miracoli e si fanno volare anche le vacche.
Ancora una volta la politica ha determinato le sorti del mercato e non viceversa. Devo dire che la cosa non mi ha sorpreso, anzi avevo già descritto questa possibilità più volte.......l'unica sorpresa è il nome del principe azzurro......tutto mi aspettavo fuorchè Unicredit......la banca meglio gestita d'Italia.
Ancora una volta la politica ha superato l'analisi tecnica e soprattutto ha sconvolto l'analisi fondamentale. Meditiamo gente......meditiamo.

lunedì, maggio 14, 2012

Quando le manovre finanziarie possono fare la differenza tra recessione o crescita: "IN THE LONG RUN WE'RE ALL DEAD"

Perchè la finanza nel breve periodo (anche alcuni anni) può fare la differenza e ribaltare la situazione dell'economia reale.
Parto dall'affermazione di alcuni amici:

"Il Giappone oggi sembra a posto, ma sei sicuro che e' sostenibile?"

Eccola la frase cruciale. Qualche giorno fa un mio amico laureato in Economia, resp. finanziario di una bella impresa e lettore del corriere dai tempi dell’università, mi ha detto la stessa cosa. E un'altro amico, finissimo intellettuale, quando ho ripetuto le cifre del Giappone, ponendo la stessa domanda....... come mai reggono?

Mi ha risposto, "ma tanto fra poco andranno in crisi anche loro". Con quella banalissima risposta hanno chiuso, prima di tutto nella loro mente, qualsiasi ulteriore interesse ad approfondire la MMT. "tanto è solo questione di tempo e chi ha troppi debiti fallirà". Per la maggior parte delle persone la finanza è un gioco a somma zero o negativa e quindi non perdono nemmeno qualche ora per capirla.

A questa affermazione apparentemente perfetta si può rispondere in due modi:

  1. con una battuta di Keynes "nel futuro siamo tutti morti" che sembra banale ma è di una saggezza infinita.
  2. con un po' di dati: vado a spanne:
    1.  debito italiano 2000 mld, tasso interesse sul debito 5%.......spesa dello stato italiano per interessi circa 100 mld all'anno
    2. debito Jap 7500 mld (in euro e calcolato a spanne) tasso di interesse 1%........ spesa dello stato giapponese per interessi 75 mld all'anno.
Da qui una prima risposta su cosa è veramente la finanza:
  • la finanza è astratta, basata sulla psicologia che influisce sugli speculatori/investitori, ma alla fine diventa concreta, concretissima, perché se gli Italiani devono pagare 100 MLD l’anno e i Giapponesi su un debito che in termini assoluti è 3 volte e mezzo il nostro pagano 75 MLD vuol dire che poi gli Italiani devono usare il loro saldo primario per pagare interessi mentre i Giapponesi invece non solo non si preoccupano del saldo primario, ma usano la stragrande maggioranza della loro moneta per stimolare investimenti.  Alla fine loro continuano ad usare la finanza per creare benefici concreti al loro paese, mentre noi ci facciamo depredare dalla finanza ed ogni anno ci impoveriamo in termini reali, (meno servizi, chiusura di aziende, mancata realizzazione di infrastrutture.)
  • L’italia da molti anni ha il saldo primario in attivo, (vedi grafico) vuol dire che lo stato spende meno di quanto incassa prima degli interessi passivi.  Il saldo primario (Grafico) dell’Italia, a parte il 2009 è sempre stato positivo. Eppure, pur essendo stati virtuosi siamo vicini al baratro. Domandatevi il perché?

Saldo Primario Italia (ISTAT)
Ergo, per capire la finanza, bisogna capire che, se nel tempo, attraverso:
  1. Creazione di moneta
  2. Difesa della propria moneta da parte della banca centrale
  3. Difesa dei propri bond con dissuasione della cosidetta speculazione ad attaccarli
  4. Conseguente mantenimento di tassi di interessi bassi o bassisimi
Se tutto ciò permette di mantenere basso il costo del debito, e d’altra parte permette di favorire lo sviluppo dell’economia reale, ecco che la finanza (così astratta, così maledettamente incomprensibile per i comuni mortali) trasforma qualcosa di astratto in qualcosa di reale.

Questo accade per singole imprese, per settori finanziari, per stati e per sistemi di stati.

Qualcuno lo capisce e la maggioranza no! Anche solo il fatto di spostare in avanti di molti anni il default e di permettere per molti anni di fare investimenti, invece che di dissanguare tutti con le tasse, anche solo questo è un vantaggio competitivo immenso.

Tanto tempo fa scrissi sul mio blog un articolo il cui titolo era “la Finanza può far volare anche le vacche” .

Tutto qui: nel breve tempo la finanza può consentire al Giappone di pagare pochissimi debiti e di trasferire invece le risorse su investimenti reali. Se riesce a fare questo per un periodo abbastanza lungo e se gli investimenti reali si dimostrano azzeccati, il Giappone c’è la può fare e la finanza farà il suo miracolo. Noi invece, prigionieri della nostra ignoranza e della Merkel non ci proveremo nemmeno a far volare l’Italia, andando direttamente nell’abisso sprofondati dalla nostra incapacità di usare la finanza in modo intelligente.

Capito amici perché Keynes diceva che nel futuro siamo tutti morti. La finanza ti può aiutare a prendere tempo e ad avere le risorse per investire, e poi, se sei bravo te la cavi. Se invece si usa la finanza solo per farsi succhiare il sangue e per accelerare la dipartita la si usa in maniera idiota (come appunto fa Monti) che crede che se noi ogni anno paghiamo 100 miliadi di interessi e per farlo aumentimo ogni anno le tasse di 50 MLD ci salviamo. Poveri noi.

Per tradurre ancora meglio la frase di keynes e farla capire:

Se anche sappiamo che nel futuro siamo tutti morti…….. non per questo smettiamo di creare ospedali, fare ricerca, provare a fare tutte le cure per procrastinare il più possibile il momento della dipartita.

Capito allora il perché la frase "Il Giappone oggi sembra a posto, ma sei sicuro che e' sostenibile?", non ha alcun senso.

Loro intanto vivono meglio, e usano i soldi che non pagano alle banche per gli interessi per fare investimenti, in futuro si vedrà! Per la morte e il default è meglio aspettare.

giovedì, marzo 25, 2010

Movimento lento: io non mi fido!

E' evidente che le mani forti spingano verso l'alto. Movimenti lenti, ma progressivi e senza strappi. Volatilità bassa, bassissima e un senso di sicurezza generale. La gente della strada dice che la crisi sta finendo, che si migliora, in due ieri mi dicevano che i prezzi delle case saliranno, uno addirittura andava a vedere per comprare un appartamento. Tutti (non i traders) ritornano a comprare bond a tasso fisso e anche se io spiego loro che sono un disastro li prendono a lunga scadenza così credono di guadagnare qualche punto in più sulle cedole.
Sui mercati poi Fiat sale perfino dopo un articolaccio a scopo elettorale di Repubblica abbondantemente smentito dallo stesso Marchionne. Sembra che anche in borsa valga la regola della politica: non importa cosa si dice, basta che se ne parli!
Insomma tutto perfetto! Peccato che lo USD sale contro Euro, che i consumi in Italia in gennaio sono scesi sia rispetto al mese precedente che a gennaio 2009 (Fonte ISTAT) che la Fiat stessa prevede di vendere il12/15 % di macchine in meno quest'anno e che gli amici che giocano in squadra con me hanno un sacco di tempo per organizzare partite e tornei perchè sono in cassa integrazione 2 giorni alla settimana. Insomma dal Macro al Micro, non sembra proprio che le cose stiano migliorando. Se aggiungiamo che le banche italiane (maggior componente del listino) hanno enormemente aumentato le sofferenze nel 2009 per crediti incagliati il quadro si completa.
Poi si sa, in finanza volano anche le vacche, ma per quanto tempo?
Certo lo short (lo dice il nome) non può essere aperto all'infinito pena perdite elevatissime.
Però oggi e domani mi sembrano giorni impoertanti in cui mi prenderò dei rischi (con alta probabilità di insuccesso, ma anche alto guadagno in caso di discesa, perchè se discesa sarà sarà violenta e breve)
Perchè dico oggi e domani? semplice perchè c'è la riunione della UE e si dovranno prendere provvedimenti sulla questione Grecia. Ora come più volte affermato qui a Bruxelles si parla molto, si fanno belissime dichiarazioni di principio, ma quando c'è da decidere....allora è tutta un'altra storia. Propendo per le solite dichiarazioni altisonanti cui farà da contraltare un concreto "laviamocene le mani".
Ecco questo potrebbe far partire un bell'acquazzone con fulmini e grandine.
Operativamente: chi vuol rischiare poco può fare qualche bella put out of the money (molto out of the money) chi vuole rischiare di più invece short su indici e sui titoli che sono cresciuti di più o comunque più volatili)
In ogni caso lo ripeto il rischio è comunque alto!

mercoledì, dicembre 13, 2006

Banchieri condannati: accondiscendenti con I grandi, duri con i deboli!

L'amico imprenditore ha dissertato più volte a proposito della condanna dei banchieri BAM (Geronzi, Gronchi, Colaninno, etc....). Capisco la sua opinione da imprenditore, ma vorrei evidenziare alcuni aspetti non secondari nella gestione delle banche, che mi portano a sostenere lo sforzo del tribunale di Brescia per fare un po' di pulizia in questo mondo.

Inizio con un primo esempio: anni sessanta, una piccola impresa edile che costruiva palazzi con 20/25 appartamenti, viveva con un "fido" di 12 milioni, (gli appartamenti allora costavano 3,5/4 milioni, quindi il credito bancario copriva circa il 10/15% dell'investimento complessivo, ma il solo prezzo del terreno garantiva la Banca in caso di insolvenza). L'azienda edile veniva pagata in base alle vendite e allo stato di avanzamento dei lavori; in caso di mancate vendite, l'azienda entrava in crisi, e la banca, che possedeva garanzie reali, chiedeva il rientro, per l'imprenditore era la fine, la banca si rivaleva su terreno e fabbricato e rientrava, spesso con lauti guadagni. Questo accadde realmente nel 65 (la famosa congiuntura) a molte piccole imprese edili italiane.

Secondo esempio: la banca presta ingenti somme (molti miliardi, non pochi milioni) a una società immobiliare, senza garanzie reali, o con garanzie reali bassissime, e spesso (a pensar male) il credito viene concesso con pressioni politiche o di gruppi economici tra loro collegati, senza una valutazione oggettiva del merito di credito, ma per volere del presidente o del consiglio di amministrazione (che naturalmente incarica verbalmente un funzionario di fare le istruttorie di legge che dimostrano l'assoluta correttezza formale). Naturalmente il solerte funzionario sottoscrive lui tutta l'istruttoria, mentre il presidente "poteva non sapere". Poi tutto va di conseguenza.......l'azienda chiede altri affidamenti, sempre concessi. Quando comincia la crisi, l'indebitamento è enorme, e non conviene a nessuno far rientrare l'azienda, a quel punto inizia la fase due: passare la bomba ai piccoli risparmiatori e al parco buoi, e quando non è possibile individuare dei bei capri espiatori (I famosi bancari) cui dare tutte le colpe.

Questo bel gioco è stato ripetuto troppe volte in Italia (Immobiliare Bagaglino, Cirio, Parmalat, Squadre di Calcio, etcc..... e quel che è peggio è che è sempre stata la stessa squadra a ripetere il giochetto)

Il vero maestro di tutto è Geronzi, lui si è garantito l'immunità prestando circa 200 miliardi di lirette a tutti i partiti (escluso FI che allora non esisteva e MSI che allora non era "nell'arco costituzionale"). Quello che dico non è un'invenzione, ma è scritto negli allegati della sentenza di rinvio a giudizio del buon Geronzi per le mancate comunicazioni a Banca d'Italia. Lui si era semplicemente dimenticato di informare Banca D'Italia dell'elenco dei crediti incagliati verso i Partiti. Ovviamente era una dimenticanza del solito funzionario incapace!!!!
Naturalmente ne il corriere ne il sole 24 ci diranno mai che fine ha fatto quel processo, se sta per essere prescritto, o se il magistrato che lo aveva istruito ha fatto una rapida carriera in qualche altra sede meno scomoda e non può più occuparsene.

In conclusione:

1) c'è la finanza per i piccoli imprenditori che segue regole dure, spesso vessatorie per le PMI (altrimenti le Banche dove trovano i soldi per finanziare i grandi inciuci) e c'è la finanza per i grandi debitori, che non segue le regole terrestri.

2) I banchieri (quei 15/20 grandi banchieri + un gruppo di consiglieri di Amministrazione a loro collegati) non sono interessati a Basilea 2, allo sviluppo delle imprese, e nemmeno all'economia generale. Loro sono interessati al potere. Il vero Potere, quello con la P maiuscola, quello che permette di far volare le "vacche", quello che garantisce l'impunibilità, quello che non ha bisogno di contratti, di garanzie reali, ma dove basta una stretta di mano e la copertura (quella si, reale) del potere politico.

Per questo caro amico imprenditore va apprezzata la sentenza del tribunale di Brescia, e se le grandi banche non avessero tante sofferenze di grandi gruppi senza garanzie potrebbero sostenere meglio e con costi inferiori le imprese che investono verso il futuro........ma questa è UN'ALTRA STORIA.