finanza e politica

domenica, settembre 27, 2009

Le banche: non cambieranno mai!


Il gioco è sempre lo stesso, ed è anche abbastanza semplice, ma sembra che agli investitori grandi e piccoli vada bene così. Come nel gioco delle tre carte......
A cosa mi riferisco? All'aumento di capitale Unicredit. Ecco la solita storia:
I rumors di stampa dicono che nel consorzio di garanzia ci sarà:
Merrill Lynch come global coordinator affiancato da Mediobanca, Credit Suiss, Goldman Sachs e UBS.
Bene, andiamo a vedere su Reuters gli ultimi reports su Unicredit:

25 settembre
"Gli analisti di Goldman Sachs, passando sotto la lente le due banche, esprimono la loro preferenza per Unicredit, in quanto la valutazione del titolo rimane attraente. La raccomandazione sul titolo è buy, con un target price di 3,3 euro"

25 settembre
- Credit Suisse ha alzato il target price di UniCredit a 2,90 euro da 2,7 mantenendo il giudizio 'outperform'. Per il broker la scelta tra un aumento di capitale e l'adozione dei Tremonti bond è indifferente. ........... Il potenziale di upside del titolo è considerevole. UniCredit piace ancora come 'investment case' e Credit Suisse ritiene che sia possibile un 'rerating' del titolo nei prossimi mesi.

23 settembre
......Mediobanca in una nota dedicata al comparto bancario italiano ha alzato la raccomandazione su Ubi B. da neutral ad outperform (target price da 11,3 a 11,7 euro), modificando alcuni target price di altri istituti: Unicredit da 2,7 a 3,2 euro (outperform).......

Eccolo il solito gioco. Unicredit da alle banche l'incarico (lucroso) di membri del consorzio di garanzia e gli analisti delle banche fanno tutti report ultracompiacenti con un tempismo che dire sospetto è dir poco. Il bello è che il parco buoi (che oggi è composto anche da molti fondi e non solo da piccoli investitori) contento asseconda. Così si compra sui massimi, si vende sui minimi e si è tutti contenti.
Nel caso di Unicredit poi c'è la necessità di convincere le fondazioni bancarie a sborsare una bella quota. Qui il discorso è ancora più intrigante:
  • le fondazioni sono amministrate da politici locali spesso incompetenti di finanza che si affidano a consulenti ed esperti

  • le fondazioni per anni hanno gestito le loro banche locali (casse di risparmio soprattutto) con business stabili e avevano il compito di redistribuire i dividendi

  • con le mega fusioni di UC le fondazioni sono entrate in un gioco più grande di loro tra i pescecani deille grandi banche internazionali e le mire di potere di qualche presidente di fondazione che usa il suo potere in UC per fare carriera poitica a livello nazionale

  • negli ultimi anni le fondazioni hanno visto il loro patrimonio ridursi sensibilmente con il calo di Unicredit in borsa e poi hanno dovuto mettere le mani al portafoglio per sostenere il primo aumento di capitale. Ora alcune fondazioni rischiano di diluire la loro quota perchè non hanno i mezzi liquidi per sostenere l'aumento.

I report delle grandi banche servono per dare fumo negli occhi ai vari amministratori locali che devono avvallare l'aumento, ma poi il gioco qui può essere ancora più sottile e in un secondo momento rimettere in gioco gli assetti di governance (leggasi proprietà della banca stessa). Attenti miei cari amministratori!!!!!!

Infine quelli veramente colpiti dalla pessima gestione di Unicredit sono i cittadini delle varie comunità locali che un tempo potevano godere dei proventi delle loro fondazioni per ospedali scuole o altro e che ora invece non hanno più dividendi, devono finanziare gli aumenti di capitale e/o diluire sempre più la loro quota della grande banca. Devo dire che anch'io pur diffidando di banche e banchieri, un tempo avevo grande fiducia in Profumo, ma ora contano i fatti, e il nostro ha fatto tre fusioni orrende (Capitalia e in Germania e austria) ed è stata la banca italiana che ha più di ogni altra utilizzato strumenti derivati e altre amenità del genere. Ora i nodi vengono al pettine. Forse le fondazioni dovrebbero chiedere la testa di Profumo e di Geronzi, altro che avvallare un aumento di capitale che rischia di sfilare loro la proprietà di Unicredit.

Poi in borsa è un'altra storia e magari per qualche mese la fanno volare..........e allora voliamo anche noi, ma sempre pronti a scappare via. Goldman Sachs non cambierà mai!!!!!!!! Ti fa investire sulla carta sicura.......poi quando la vai a scoprire.......pufh......l'asso non c'è più, ma intanto avete già pagato e le regole le hanno fatte loro.

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