finanza e politica

martedì, febbraio 01, 2011

i nostri giornalisti che vivono al di fuori della realtà e non scavano mai dietro le apparenze

Leggendo il Corriere non ho potuto evitare di pensare che i nostri giornalisti vivono su un'astronave parcheggiata in un mondo virtuale. Oggi descrivono Mubarak come un despota e danno credito a tutto quello che viene dall'opposizione. Assomiglia molto a quello che si diceva dello Scià quando si difendeva Komeini (allora rifugiato, protetto e quasi coccolato in Francia) Sarà, ma Mubarak ha consentito alla regione 30 anni di pace e di stabilità, con Mubarak l'Egitto ha migliorato moltissimo la sua economia e le sue infrastrutture. La pace con Israele ha portato il Sinai e lo sfruttamento delle sue risorse petrolifere. La stabiltà ha portato anche il turismo e gli investimenti dall'estero. Adesso una massa di persone probabilmente fomentatate dai "Fratelli Mussulmani" vogliono di più. Sappiamo che probabilmente avremo e soprattutto avranno anni di instabilità e crisi. E' di questo che parlano i nostri inviati che tutti sorridenti criticano Mubarak, senza accorgersi cosa e chi c'è dietro la protesta. Fossero giornalisti veri non darebbero solo il rescoconto della folla che riempie le piazze, (per quello bastano i video) ma comincerebbero a scavare sui movimenti di opposizione, sui loro capi, la loro storia e i loro veri obiettivi politici. Lo ripeto, El Baradei, mi sembra tanto il personaggio mite, conosciuto all'estero, giusto per fare da specchietto per le allodole, o se preferite a fare "l'utile idiota".

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