finanza e politica

martedì, settembre 16, 2008

Oggi è toccata a Putin: in una economia globale nessuno può fare da solo

Oggi la crisi ha sconvolto la borsa Russa. Con un indice sospeso e nell'altro molti titoli sospesi al ribasso con una perdita complessiva del 17%. Insomma una giornata nera per le aziende petrolifere Russe.
Oggi anche Putin ha toccato con mano, che le vere guerre stellari si fanno con la fiananza e non con i missili installati in Polonia (Cosa possono valere 10 missile anti missile insatallati a Varsavia contro i più di 5.000 vettori con bombe nucleari di Mosca). In realtà una crisi finanziaria globale è molto più pericolosa e rapida e non ci sono frontiere per contrastarla.
Il lato positivo di tutta questa questione è che i grandi dovranno necessariamente collaborare.

Questo è il vero vantaggio della globalizzazione. Le economie sono così interconnesse che la crisi di uno stato importante comporta necessariamente la crisi dell'intero sistema. Questo di fatto rende impossibili (o almeno razionalmente inutili) le guerre e costringe i diversi sistemi a collaborare o comunque ad elaborare e rispettare una serie di norme condivise. Chi tira troppo la corda rischia poi di rimanervi impiccato lui stesso, perche le interconnessioni sono così tante che non possono essere bloccate alla frontiera.

Un esempio: Putin gioiva nel vedere il petrolio crescere; probabilmente pensava di potersi arricchire e arricchire il suo paese senza sforzo. Oggi ha capito che sbalzi troppo grossi sui valori macroeconomici fondamentali, prima o poi (come un pendolo) ritornano e coinvolgono anche i soggetti che apparentemente erano i beneficiari del movimento.

Anche per questo sono un po' ottimista (molto moderatamente) perchè il mondo globale tende a costringere alla collaborazione e a ridurre guerre e conflitti continentali.

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