finanza e politica

lunedì, dicembre 12, 2011

Crisi di liquidità molto diversa dalla crisi di produzione.

Ho vissuto gli ultimi anni della crisi dei paesi dell'Est e il loro disfacimento e la rinascita (in particolare ho visto e lavorato in Polonia, Rep Ceka e Ungheria nel periodo 88/94)
Ebbene la polonia non aveva una crisi della moneta, ma una crisi terribile della produzione interna sia di beni che di servizi. La cosa era palpabile perchè i negozi erano vuoti (in senso letterale) gli ospedali senza medicine e le persone viveno in modo miserevole in case anguste e senza mobili, con i pavimenti al grezzo (parlo di persone laureate che conoscevano due o più lingue e che ricoprivano incarichi importanti) .

Era evidente che in quel caso il problema era la mancanza di efficienza del sistema che aveva generato un appiattimento verso il basso di tutte le attività economiche ma anche dei servizi pubblici. Inoltre visto che l'unico mezzo per ottenere beni (casa, auto, o una medicina) era l'essere messi in lista prioritaria dai vari capi e capetti del partito, si era sviluppata un'attitudine alla corruzione a tutti i livelli. Insomma, ciò che contava non era più produrre un bene o un servizio da scambiare sul mercato, ma essere capaci di soppravvivere in un mercato nero gestitto direttamente dal sistema pubblico. Quindi la competenza più richiesta era la capacità di relazionarsi con un sistema corrotto fatto di piccoli o grandi favori.
Come tutti sappiamo il sistema implose da sè.

La nostra non è una crisi di produzione, anzi, beni e servizi sono in grande abbondanza, tanto è vero che continuiamo ad esportare, ma è una crisi di liquidità interna mostruosa e chiunque viva anche l'economia reale e non solo sui forum finanziari se ne accorge benissimo. Le banche non fanno credito, i mutui alle famiglie non vengono erogati, le aziende ritardano i pagamenti, etc.....

Alla fine però la mancanza di liquidità porterà anche alla deindustrializzazione, ma questo sarà l'effetto, non la causa

A chi riesce a sollevare la testa dalla partita doppia, dalle regole assurde di Mastricht, dalle assurdità degli "Aiuti di stato" che hanno soffocato qualsiasi politica industriale (salvo essere aboliti in una notte per salvare le banche inglesi e tedesche) a chi riesce a guardare oltre, appare assurdo che un sistema industriale mediamente efficiente, interi paesi dotati di infrastrutture buone, con un potenziale di disoccupati giovani e mediamente acculturati non siano capaci di invertire una crisi come queste.

La politica deve ritornare a fare Politica, abbattere le regoline assurde stabilite dagli euroburocrati e e riavviare il ciclo produttivo:
- stampando moneta per riacqustare bond e quindi fare abbassare i tassi e quindi permettere all'avanzo primario di essere utilizzato per investimenti e non azzerato costantemente dall'aumento degli interessi sul debito
- stampando moneta per un ammontare pari a circa il 3% del Pil dell'eurozona finallizzato agli investimenti produttivi.


So che il pensiero unico che ci avvolge non permetterà questo (d'altra parte Monti come Commissario UE alla concorrenza è stato uno dei più inflessibili attuatori delle regole sul divieto di Aiuti di Stato) e quindi prepariamoci a grandi disastri.

Ma prepariamoci anche a rottamare una classe politica ignorante e incapace di alzare la testa oltre i luoghi comuni.

Questo è il motivo per cui dobbiamo rottamare i politici e non certo per le ruberie (schifose ma sempre esistite e non certo la causa maggiore del nostro disastro).

Bisogna tornarea una politica che guarda al futuro, e per questo bisogna lavorare indipendentemente dagli schieramenti politici.

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