finanza e politica

martedì, marzo 31, 2009

Fiat-Chrysler: il primo accordo della nuova era. Molti analisti e commentatori non hanno capito nulla


Fiat negli ultimi giorni è statata sulle montagne russe, prima su, poi giù del 10% e poi su del 10%.
Ieri era tutto un disastro.......oggi è una cosa eccezionale. Eppure l'accordo con Chrysler era già noto da tempo, anzi ricordo che quando Marchionne lo annunciò il titolo scese. Se uno legge giornali e report vari può trovare di tutto chi è positivo, chi vede tutto nero.
In relatà si possono affermare 3 cose:
  1. La borsa vive oggi di sensazioni (sentiment) e amplifica tutto in una direzione o nell'altra. Poche volte nella storia, come in questo periodo, la borsa è stata così lontana dai valori fondamentali (in un senso o nell'altro). Bisogna prendere atto che osservare i fondamentali è del tutto inutile in questo periodo. Si può seguire il sentiment e aggiungo, la politica. (anche l'anali tecnica è piena di falsi segnali)
  2. Nel lungo periodo mi sento di affermare che l'accordo Fiat-Chrysler con la benedizione di Obama, potrà avere effetti eccezionali sia per Fiat sia per il nostro paese. Effetti che i nostri soliti analisti (che le imprese le vedono solo attraverso i bilanci e per di più atteaverso i bilanci vecchi) non possono nemmeno capire. Perchè una azienda è fatta di uomini, di idee, di motivazioni; inoltre un'azienda riflette la cultura del luogo dove è insediata, ma se è una grande azienda, a sua volta può condizionare le dinamiche culturali e sociali di una città, di una regione, di uno stato. Per questo motivo l'accordo con Chrysler è un po' come la vittoria di un campionato mondiale di calcio: trasmette al paese la consapevolezza di essere forte, di essere vivo, di guardare al futuro.
  3. E' il primo accordo della nuova era: tutto industria e niente finanza. Qui non ci sono put o call, non c'è leva finaziaria e complicati bond garantiti. Qui due imprese mettono insieme tecnologia, impianti e reti di vendita. Se tra 2 o tre anni sapranno intercettare i bisogni dei consumatori e fare profitti soppravviveveranno, altrimenti tutti a casa. Qui la finanza è solo il capitale circolante prestato dallo zio SAM, ma il guadagno deve venire dalla gestione industriale.

Certo, la battaglia è tutta da combattere, ma stavolta noi italiani la combattiamo all'attacco per vincere, non per ritardare la sconfitta.



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