finanza e politica

mercoledì, marzo 31, 2010

C'è qualcuno che nel PD comincia a guardare avanti

Nell'intervista al Sindaco di Firenze Renzi si riprendono alcuni concetti che qui abbiamo più volte ribadito prima e dopo le elzioni.

Ecco uno stralcio dell'intervista apparsa sul corriere

"E adesso? Bersani dice di voler ripartire dal modello Liguria, che prevede un allargamento a Sinistra, Idv e Udc?
«Modello Liguria? Io direi invece modello Monza... Guardi, qui dobbiamo prima di tutto capirci su che tipo di partito vogliamo. Io sono per dire basta alle riunioni di caminetto e ai giochi di coalizione. Il mondo intorno a noi sta cambiando. L’astensionismo e il successo di Grillo dimostrano che la gente è arrabbiata con noi. Perché la politica non riesce più a emozionare. A Bersani dico che a me interessano poche idee ma chiare. E non i compagni di viaggio, perché le coalizioni non ci salvano. Se così fosse, in Piemonte avremmo vinto... Se Bersani riparte col dibattito sulle coalizioni saremo condannati al pecoraroscanismo. Con Di Pietro al posto di Mastella e Grillo al posto di Pecoraro Scanio. Ecco, se cominciamo così, mi prende male».
Il segretario pd teme però adesso una resa dei conti interna.?

«Io sono contrario. Non serve a niente sostituire ogni sei mesi un segretario, ma è evidente che è necessario un cambio di passo. Faccia uno scatto, si tiri fuori dal pastone politico, e torni a dialogare con i cittadini. E basta con l’antiberlusconismo improduttivo. Anche perché il premier ha dimostrato che quando ci mette la faccia lui, e solo lui, vince. Vedi che miracolo ha fatto con la Polverini».

Poi c'è un'altra cosa che bisogna capire in politica: che le elezioni sono finite e che per un po' bisogna smetterla di fare propaganda e rimboccarsi le maniche e lavorare (sia PDL che PD).

Per spiegare meglio aggiungo la risposta che ho dato a Luca nei commenti.

Ciao Luca. Guarda che io capisco benissimo le ragioni del non voto di una parte dei potenziali elettori PD, ma il problema è un'altro.
Devo fare una premessa: ci sono 2 tipi di partiti, quelli che aspirano a governare e quelli che vogliono rappresentare il malcontento.
Il PD quando è nato con l'obiettivo di essere un partito per governare il paese. Per questo motivo si sono collocati inizialmente nella parte che potremmo definire di centro/sinistra. Sapendo che per vincere bisogna conquistare soprattutto la fascia moderata degli elettori di centro. Ma per conquistare questo elettorato bisogna sacrificare qualcosa, non si può essere contemporaneamente un partito di lotta e di governo.......Pensa alla vecchia DC era il partito di governo per eccellenza, capace di collocarsi al centro dello schieramento con all'interno correnti sia di destra che di sinistra e la capacità di aggregare altri partiti.
Se invece il PD cavalca la non politica, cavalca il disfattismo, pur di distruggere Berlusconi allontana dalla scena politica milioni di italiani che leggendo Repubblica sono ormai schifati da tutto, ecco che poi alle elezioni si trova il partito di Grillo che gli mangia una parte di potenziali elettori. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

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